Pescaturismo

Chi vuole provare a pescare ciò che mangia, può contattare i ragazzi della Cooperativa Pescatori di Boccadasse.
Ci si trova al mattino presto nella spiaggia dell’antico borgo, si salta a bordo del vecchio gozzo GE 8317 e si trascorre insieme a Mario, Gigi e Luca una giornata da pescatori.

Si pescano soprattutto pesci di scoglio, che non si è più abituati a mangiare: scorpene, capponi, pagari, pescatrici, saraghi e qualche triglia.
Il pescato davanti alla limpide acque tra Boccadasse e Quinto non è mai abbondante.
Ma, quando va bene, si issano anche ricciole, polpi e qualche volta anche un’aragosta. Al rientro a terra, il pesce viene pulito, cotto e mangiato nell’osteria di via Aurora, che porta lo stesso nome e gli stessi colori della barca.
Il gozzo con cui vanno in mare è più vecchio dei pescatori. Realizzato in legno di acacia dai maestri d’ascia del cantiere Penco di Vernazzola, per oltre 60 anni ha preso il largo timonato dal mitico Lolli, l’ultimo dei vecchi pescatori di Boccadasse.
Dopo un necessario restauro funzionale, ogni giorno in cui il mare non sia troppo grosso, esce a calare i diversi tipi di rete, a seconda della stagione e del tipo di pesce. Qui non si usa il GPS: latitudine e longitudine si traguardano ancora con gli incroci, come facevano i vecchi: il campanile e la cime del monte, la casa ed il forte, e così via.

pdf40L’antico mestiere del Pescatore

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